Economia circolare e innovazione: i motori della Green Economy secondo Pietro Colucci

Intervistato in occasione degli Stati Generali 2014 da Obiettivo Crescita, Pietro Colucci si esprime in merito alla situazione attuale della Green Economy e alle sue prospettive future.

In particolare, analizza le imprese eco – sostenibili nel confronto con quelle tradizionali, le quali si differenziano, in primis, per il modello di business. La Green Economy ha un modello basato sui parametri ESG (Environmental Social Governance) ovvero quelli sociali, ambientali e inerenti alla corporate governance; dà inoltre una maggiore rilevanza alle relazioni con gli stakeholder. L’economia tradizionale, denominata “Brown Economy”, è guidata dalla ricerca del profitto come primo obiettivo.

Le due tipologie economiche si differenziano anche nel contesto della competitività che, per l’economia “brown”, è incentrato sull’aumento della produttività mentre per quella “green” sull’innovazione tecnologica. L’innovazione è un elemento favorevole anche per quanto concerne l’occupazione e la competitività con i Paesi emergenti.

Il modello dell’economia tradizionale permette un aumento dei salari ma comporta una diminuzione dell’occupazione; l’innovazione, pilastro del modello green, aumenta invece l’occupazione, compresa quella indotta. Inoltre, in termini di produttività non è possibile competere con i Paesi emergenti, mentre è possibile farlo con l’innovazione, punto di forza delle imprese occidentali.

Il Presidente di Kinexia spiega che durante gli Stati Generali è emersa la necessità di un’economia “circolare”, basata sul recupero e sul riciclo: meno consumo di materie prime e minore produzione di rifiuti. Facendo riferimento ad alcune ricerche in ambito nazionale e internazionale, l’imprenditore sostiene che, in effetti, il mercato è sempre più disponibile a pagare prodotti derivanti da un processo industriale di tipo sostenibile o comunque costruito su presupposti quali riduzione dei rifiuti e delle emissioni in atmosfera, utilizzo di energie rinnovabili, recupero e riciclo.

Secondo Pietro Colucci, l’unica cosa che pone un freno all’economia green sono le condizioni amministrative e fiscali; il successo di un’azienda non è, infatti, determinato solo dalla qualità dei servizi o prodotti e dall’abilità di coloro che la guidano, bensì anche da questi fattori, i quali influenzano in maniera significativa il suo sviluppo. Le limitazioni burocratiche sono in grado di impedire qualsiasi previsione, perché queste vengono sempre smentite dai fatti.

Il limite più importante messo in evidenza dal Presidente di Kinexia è l’assenza di una “agenda verde”. Nel settore green si sente la mancanza di un obiettivo sull’utilizzo delle fonti fossili e di quelle rinnovabili, e di uno scenario nel quale le imprese possano pianificare investimenti futuri.

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About Pietro Colucci

Pietro Colucci è Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Waste Italia e Presidente di Innovatec.
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